Ma che bell’Ambaradan!

Pubblicato: 24 aprile 2011 in allegria, giustizia, musica, storia, yo yo mundi
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era da un po’ nell’aria, siamo a metà quadrimestre: tempo di verifiche a scuola!

E visto che ci tocca farle , almeno proviamo a fare in modo che servano a qualcosa, che davvero aiutino i ragazzi a sintetizzare un argomento, riflettere sulle tematiche apena trattate cercando di attingere alla propria sensibilità, al proprio intelletto, ed alleinformazioni che noi insegnanti abbiamo saputo offrire loro.

Oggi in 4C è stato il turno della verifica di musica!!

Ingredienti:

prendi un programma musicale costituito da diversi brani e canzoni scelte per presentare  il tema dell’Unità d’Italia nelle sue molteplici sfaccettature, questioni irrisolte, sfide entusiasmanti nel saper ogni giorno ritrovare i nuovi “fratelli d’Italia” che si chiamino Mario o Carmela, Agron o Heidi, Mustafa o Francoise…

  • io non mi sento italiano – gaber
  • inno di mameli
  • malaunità – eddy napoli
  • inno all’amicizia – inno alla gioia di beethoven
  • 4o anni  – modena city ramblers
  • bella ciao
  • viva l’italia – De Gregori
  • l’italiano – Cotugno
  • italia si italia no – Elio  e le storie tese
  • i nuovi mille
  • Ambaradan – yo yo mundi

scegli un brano che sintetizzi l’intero percorso e rappresenti bene la tensione verso il futuro

metti  i bambini e le bambine all’ascolto chiedendo loro di lasciate aperte orecchie , cuore e cervello….
chiedi loro di commentare il testo, le strofe e di dire infine la loro…
Vale qualsiasi opinione, l’unica insufficienza andrà a chi NON HA OPINIONE!

L’ascolto è stato quello del brano Ambaradan del gruppo musicale Yo yo Mundi

ecco il link per poterlo ascoltare mentre leggete i commenti!

sono un fiume traboccante di genuina consapevolezza…. e hanno 9/10 anni

Sofia

E’ un fatto assurdo: noi abbiamo un sacco di comodità, che possiamo avere ogni giorno (e molte le sprechiamo) mentre ci sono bambini e persone che muoiono e soffrono e che non hanno nemmeno un bagno per fare i propri bisogni.

e poi… risolvere la povertà facendo guerra, un po’ come La Russa che assurdità!

In un momento chiunque di loro ti potrebbe venire a cercare, e la Vita stessa dopo molto tempo ti dirà dove andare e, se sei stato buono ti darà un buon giudizio, ma se sarai stato sordo e crudele, sicuramente no!

Che gran casino, che c’è in questo mondo!!

E chi lo sa, cosa può significare questo gran casino: gente che muore, e gente che sta troppo bene, non si capisce più niente in questo pasticcio.

Tra guerre e povertà i potenti usano l’inganno e si tirano fuori dal problema dai guai, dando la colpa a qualcosa che  non esiste (il mercato n.d.r.)

Elena

che pensata crudele, sbarazzarsi di chi non è utile (soluzione finale). risolvere il peoblema della povertà utilizzando la violenza su chi non può difendersi…

alcuni di noi cercano la vita , ma sarà lei , forse, alla fine, a trovarci… 

Alberto:

siamo davanti a guerre preoccupanti, combattono come quei stramaledettissimi nazisti e fascisti.

e poi Tommy:

Ma come  è strano, noi davanti alla TV e un Afghano davanti ad un fucile

E poi se siamo tutti uguali, perché sotto di noi (nel sud del mondo n.d.r.) 

muoiono milioni di persone ogni minuto?

fai attenzione, perché quando meno te l’aspetti la vita ti verrà a cercare e ti troverà

e ttuto questo provocherà un gran casino che aumenta….Che geniacci i potenti, danno sempre la colpa al mercato

fai attenzione però l’umanità della vita ti verrà di nuovo a cercari ma potrà non trovarti (e tu quindi rimarrai inumano n.d.r.)

Mattia arricchisce il commento …

I potenti, secondo me, non dovrebbero dare tutta la colpa al mercato e noi dovremmo risparmiare per non farglielo più dire!

anche Fabio è sulla stessa linea:

I governatori, hanno avuto una idea fighissima per potersi disfare di tutto : “è chi compra che dice di volere la roba che costa poco!”

Secondo me, invece, è giusto che nessuno sia povero, bisognerebbe che nel cervello dei politici ebtrasse “sta cosa”!

solo che i politici se ne fregano e allora non cambierà mai niente ma se noi ci mettiamo i notro contributo funzionerà!

Una canzone molto bella che fa ragionare!

E con questo concludiamo il cammino dei 150 anni dell’Unità d’Italia dopo il passato, il presente  e ora il FUTURO

conclude Mirko

non dico di non mangiare più, ma magari fare qualche sacrificio, in modo che il problema della fame e delle ingiustizie svanisca nel nunnla,cosi non ci saranno più guerre, così saremo per sempre senza dubbi.

Così vedremo se nel futuro cambeirà

E lo spero!

Alessia 9 anni:

Ma che idea fantasiosa, un fatto strano: noi ce la spassiamo buttando soldi e sprecando un mucchio di cibo mentre molta gente offre per la fame e per la sete!
La guerra  è crudele e poi non serve a niente perchè con le armi non si risolve nulla, soprattutto andarla a fare nei paesi poveri dove c’è già la povertà.
La vita però può sorprenderti ogni giorno portandoti cose belle o brutte, emozioni o delusioni, lasciandoti una scia di vento caldo o freddo… dipende come hai vissuto la tua vita.


Fabio:
I governanti hanno avuto un’idea “fighissima” per potersi disfare di tutte le responsabilità: “è chi compra che dice di volere la roba che costa poco e allora la povertà dei lavoratori sfruttati è tutta colpa sua!”

Nessuno dovrebbe essere povero, bisognerebbe che nel cervello dei potenti entrasse questa idea!
Se i politici non ne terranno conto allora non cambierà niente, ma se noi ci mettiamo il nostro contributo, tutto migliorerà!
Una canzone  molto bella che fa ragionare!

Non bisogna, secondo me risolvere i problemi con una soluzione finale (sbarazzarsi di chi non ci è utile) i problemi si risolvono con le parole, discutendo.
tutto questo “ambaradan” è il movimento , quello che succede tra le persone, come un vento che può essere leggero e piacevole o una tempesta che causa distruzione
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commenti
  1. Giampiero Monaca ha detto:

    suggerimenti ben accetti per prossimi ascolti:

    abbiamo ascoltato
    le diserteur di vian
    Another brick in the wall dei pink floyd
    sunday bloody Sunday U2
    Per lo spagnolo andrei sugli inti illimani
    l’indien di gilbert Becaud presto lo faremo

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